Preservazione della fertilità in pazienti oncologici o con patologie rare 

La Scienza ha fatto notevoli passi in avanti in tutti i campi. Per esempio, i trattamenti oncologici oggi sono sempre più efficaci e, dunque, sottendono una maggiore attenzione alla qualità di vita a lungo termine, compresa la riproduzione1.

I motivi che possono portare l’individuo a scegliere la crioconservazione sono:

 

  • necessità di sottoporsi a terapie mediche o chirurgiche che potrebbero causare infertilità (come, per esempio, la radioterapia o la chemioterapia)
  • trattamenti precauzionali in presenza di malattie o condizioni che potrebbero influire sulla fertilità (quali malattie autoimmuni o menopausa precoce)
Come può avvenire la crioconservazione?
Per le donne
  • crioconservazione degli ovociti. Naturalmente deve avvenire prima dell’inizio delle terapie e necessita di almeno due settimane. La scienza ha dimostrato che il ciclo di stimolazione ovarica, per raccogliere gli ovociti che poi saranno conservati, non altera la prognosi della malattia che il soggetto si accinge a curare
  • crioconservazione del tessuto ovarico. Questo metodo, oltre a consentire future gravidanze, permette una ripresa della funzione ovarica. Consiste nell’asportazione di frammenti di tessuto ovarico, prima della chemioterapia, con un piccolo intervento chirurgico. Il tessuto potrà essere reimpiantato ad avvenuta guarigione

 

Le tecniche di crioconservazione che si sono dimostrate efficienti e sicure, rappresentando un’opzione concreta per le pazienti, sono la crioconservazione degli embrioni e la crioconservazione degli ovociti maturi. La crioconservazione del tessuto ovarico o dell’intero ovaio e la crioconservazione di ovociti immaturi o maturati in vitro sono considerate ancora tecniche sperimentali2.

Per gli uomini
  • crioconservazione del seme
  • crioconservazione del tessuto testicolare

 

Dai dati oggi disponibili, la crioconservazione del seme rappresenta la strategia di prima scelta per la preservazione della fertilità nei giovani pazienti che devono sottoporsi a trattamenti antitumorali. Altre tecniche possibili sono la crioconservazione di spermatozoi ottenuti da prelievo di tessuto testicolare o la criopreservazione di tessuto testicolare e successivo reimpianto2.

“Si tratta di una sorta di doppia terapia” spiega la dottoressa Mariavita Ciccarone, presidente di Gemme Dormienti, associazione che si occupa proprio di questo delicato tema. E spiega: “In un momento davvero difficile della vita di un giovane uomo o di una giovane donna, tutelare la loro fertilità significa fare progetti. Guardare al futuro. Affrontare una sfida del presente per ritrovarsi al meglio domani e con la possibilità di vivere appieno la genitorialità” (per saperne di più leggi qui)